Nasce "TERRA COMUNE"

21.01.26

Verso un’alleanza per un cibo giusto e un’agricoltura sana

Come possiamo riportare il cibo al centro dell’agenda politica?
Il cibo inteso come diritto, vita, cultura, lavoro, salute, cura, sostenibilità ambientale e dei territori, e non come semplice variabile di mercato.

Con questa domanda Federica Ferraio, dell’Associazione Terra!, ha aperto la prima sessione plenaria di “Terra Comune”, tenutasi a Roma lo scorso 17 febbraio, presso la sede di Libera. All’incontro hanno partecipato oltre 100 organizzazioni e anche noi, come Cooperativa El Tamiso, eravamo presenti.

“Terra Comune” nasce con l’obiettivo di costruire una nuova alleanza capace di unire una pluralità di soggetti: agricoltori, biodistretti, comunità del cibo, reti antispreco, GAS, food coop, sindacati, organizzazioni ambientaliste, associazioni dei consumatori, realtà sociali e cittadini.
A tenere unito questo insieme eterogeneo è una visione condivisa: la volontà di dare vita a un nuovo modello agroalimentare per il nostro Paese.

Nel contesto di un’economia sempre più orientata alla guerra, in cui si riducono i finanziamenti a settori fondamentali come agricoltura, sanità e istruzione, mentre aumentano le risorse destinate alla difesa, il fallimento del sistema economico, sociale e ambientale appare ormai evidente.

Secondo gli ultimi dati Istat, negli ultimi 38 anni la dimensione media delle aziende agricole italiane è più che raddoppiata, mentre quasi due aziende su tre hanno cessato l’attività. Un’evoluzione che racconta un settore profondamente trasformato, segnato da processi di concentrazione e da una drastica riduzione del numero di operatori.

Oggi vivere esclusivamente di agricoltura è sempre più difficile. Da un lato, agli agricoltori viene riconosciuto un valore troppo basso per le produzioni; dall’altro, i prezzi finali risultano spesso insostenibili per i consumatori, con una quota crescente di famiglie che non riesce ad accedere a cibo di qualità. Il paradosso è evidente se si considera che circa il 65% del valore complessivo del cibo confezionato viene assorbito da logistica e marketing, lasciando agli anelli iniziali della filiera una parte sempre più ridotta.

Nel manifesto di Terra Comune si legge:

È un triplo fallimento: ambientale, agricolo e sociale.
Una crisi che riguarda tutti: chi produce e chi mangia.

  • Le aziende agricole chiudono, soffocate da prezzi sottocosto, costi in aumento e concorrenza sleale.

  • Le persone faticano a permettersi cibo di qualità, costrette a inseguire offerte e prodotti di dubbia origine.

  • Le disuguaglianze alimentari crescono: la qualità del cibo dipende sempre più dal reddito, dal quartiere in cui si vive, dalla presenza o assenza di servizi.

  • La crisi climatica, aggravata dallo stesso sistema agricolo intensivo, colpisce la produzione e, di conseguenza, la disponibilità e il prezzo del cibo.

  • Le politiche pubbliche arretrano e la transizione ecologica viene messa in discussione proprio nel momento in cui sarebbe più urgente, inclusa la tutela della fertilità dei suoli e della biodiversità.

Le condizioni in cui il cibo viene prodotto e portato sulle nostre tavole devono diventare una questione collettiva. Non possiamo più permetterci di considerare l’agricoltura un settore marginale.

«Il cambiamento climatico avrà gravi conseguenze, soprattutto sulle popolazioni dei Paesi più poveri, ma non porterà alla fine dell’umanità»: così Bill Gates, dall’alto dei palazzi di vetro, ci ricorda quanto tutto sia interconnesso in questo sistema di conflitti e disuguaglianze in cui viviamo.

«Le scelte pubbliche devono tornare a investire nella vita, non nella distruzione – ha affermato Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia –. È necessario mettere in discussione l’intero modello, perché il fine ultimo non è il profitto, ma la tutela della vita».

“Terra Comune” si pone obiettivi chiari:

  • battersi per il giusto prezzo del cibo;

  • rivendicare una reale giustizia alimentare;

  • garantire un reddito dignitoso agli agricoltori;

  • rivedere profondamente le logiche alla base della PAC;

  • promuovere la transizione agroecologica delle aziende, con al centro la fertilità dei suoli;

  • rimettere al centro le politiche ambientali;

  • superare il modello degli allevamenti intensivi;

  • lottare per i diritti del lavoro e contro il caporalato.

Questo è l’inizio di un percorso che vogliamo portare avanti insieme a Terra! e a tutte le realtà che desiderano agire concretamente per cambiare rotta, ora.

Consiglio di lettura:
Il cibo è politica, Fabio Ciconte, Giulio Einaudi Editore – Vele

Terra Comune – Verso un’alleanza per il giusto cibo

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