PADOVA – Un successo oltre le aspettative per la raccolta dei terreni di ortisti e agricoltori volta ad analizzarne il livello di fertilità, iniziativa organizzata nell’ambito della manifestazione “El Biologico in Piassa” che si è tenuta domenica 4 ottobre in centro a Padova.
Sono stati 74 i campioni di suolo consegnati da appassionati dell’orto e contadini, provenienti dalle province di Padova, Rovigo, Venezia e Bologna, e il laboratorio all’aperto che era stato allestito ha lavorato fino al tardo pomeriggio per poter fornire dati e risposte ai partecipanti.
L’idea è stata dell’associazione Rete Humus e della Fondazione El Tamiso, che stanno già pensando alla prossima edizione, con l’intenzione anche di “esportare” l’iniziativa in altre provincie d’Italia.
«Abbiamo rilevato mediamente terreni dotati di una discreta quantità di sostanza organica umificata – spiega Maurizio Agostino di Rete Humus – E ciò è dovuto al fatto che si è trattato di aziende biologiche e di diversi orti sociali, dove non si utilizzano prodotti di sintesi chimica. La biodiversità microbica è però risultata bassa, quindi evidentemente non sempre le pratiche agricole virtuose riescono a rigenerare completamente la fertilità microbica dei suoli».
Dal punto di vista chimico «quasi tutti i campioni avevano un pH neutro – prosegue Agostino – quindi con una buona predisposizione alla coltivazione agricola. Non sono stati riscontrati casi anomali di salinità dovuti a potenziali inquinamenti e questo è tranquillizzante. Dal punto di vista fisico, i terreni si sono mostrati stabili, sebbene predisposti al degrado causato degli agenti climatici».
Infine, dal punto di vista organolettico «i campioni di terra hanno in genere superato il test: non sono stati rilevati odori anomali, anche se solo un 20-25% ha manifestato buoni odori indicatori di condizioni ottimali di equilibrio fra microrganismi, humus, componenti minerali, acqua e aria. Anche qui c’è molto da lavorare».
L’edizione 2026 de “El Biologico in Piassa”, organizzata dall’omonima associazione, ha quindi consentito il debutto di una formula che è risultata molto apprezzata dai cittadini: l’analisi gratuita dei suoli ha anche permesso di fornire suggerimenti preziosi per aumentare fertilità e produttività. Quando, sugli schermi appositamente predisposti, sono state proiettate le immagini di ciò che appariva sui vetrini al microscopio, migliaia di occhi hanno seguito con attenzione e stupore le sequenze che mostravano la vita incredibile che pullula nei terreni. Un modo anche per acquisire consapevolezza dell’importanza che ha il suolo, e la sua tutela, per la produzione del nostro cibo.
Grande la soddisfazione della Fondazione El Tamiso, che ha animato
la giornata anche con stand e talk «per sensibilizzare l’opinione pubblica
sull’importanza dell’agricoltura biologica e di una transizione
agroecologica che garantisca il rispetto di ambiente, cibo e salute» spiega
Franco Zecchinato della Fondazione stessa. «Il nostro impegno prosegue, non
solo nel sostegno alla produzione di cibo sano e genuino, ma anche nell’opera
di divulgazione e informazione».
Claudia Benatti