Nell’azienda MONTI E CIELO, sui pendii di Spera a Castel Ivano (TN), Francesco Paterno — nato nel 2000 — ha scelto di mettersi in gioco in prima persona: ha preso in mano l’eredità di famiglia e l’ha trasformata nel suo progetto, con coraggio, studio e lavoro quotidiano. Qui i piccoli frutti crescono in un paesaggio vivo di castagneti, siepi, uno stagno, api e animali da cortile. Le radici affondano nella realtà familiare nata a fine anni ’90, impostata sin dall’inizio su agricoltura biologica e biodinamica: coltivare significa portare vita e tessere relazioni, con le persone e con la natura. Alle spalle il bosco e la catena del Lagorai; a valle, lo sguardo abbraccia i paesi della Valsugana.
Per oltre vent’anni Elena Vendrame e Paolo Paterno hanno fatto della biodiversità una scelta concreta. Oggi Francesco raccoglie quel testimone e lo rilancia: guida un’azienda biologica certificata che affianca la realtà biodinamica del padre, mantenendo al centro sociale, didattica e ospitalità. Non si è limitato a “continuare”: ha studiato (ITI Trento, meccanica ed energia; brevetto professionale agricolo FEM), ha viaggiato e fatto volontariato in Centro e Sud America e in Zimbabwe, riportando a casa competenze tecniche e una forte responsabilità sociale.
Nel 2025 apre Monti e Cielo, ottiene il contributo per il primo insediamento e investe dove serve davvero: 8.000 m² complessivi — 6.000 m² a piccoli frutti sotto rete anti‑insetto, il resto tra castagno e prato — coperture efficaci, organizzazione dei lavori. Scelte concrete, da imprenditore giovane che punta sulla qualità e sulla sostenibilità economica e ambientale.
Colture principali: mirtillo in primis, poi mora, ribes e lampone rifiorente. Sono circa 18 le varietà di mirtillo, selezionate per gusto, dimensione e calendario di maturazione, così da garantire continuità di raccolta e un profilo organolettico ricco.
La sfida più dura? Difendere i frutti dalla Drosophila suzukii, il moscerino che colpisce a maturazione, quando non si può trattare. Francesco affronta il problema con metodo e perseveranza: bio‑trappole, reti e tunnel dedicati, monitoraggi costanti. È un lavoro paziente, fatto di prevenzione e di scelte tecniche puntuali.
Il mirtillo ama i suoli acidi: a MONTI E CIELO trova un terreno naturalmente acido e molto fertile. Le analisi del suolo confermano alta vitalità e ottima fertilità; i frutti che ne nascono hanno qualità nutrizionali e organolettiche di livello.
Quella di Francesco è un’agricoltura di relazioni: con i GAS e le scuole (fattoria didattica attiva nella realtà familiare), con i lavoratori stagionali — spesso gli stessi da anni, oggi una squadra affiatata — e con chi lo raggiunge in campagna per conoscere da vicino come si coltivano i piccoli frutti.
I mirtilli, i ribes, i lamponi e le more arrivano nei punti vendita serviti dalla cooperativa e nelle proposte ai GAS durante l’estate. È il risultato dell’impegno di un giovane agricoltore che ha avuto il coraggio di prendersi la responsabilità del futuro, radicandolo nella terra di casa.