CONOSCIAMO VERAMENTE IL PREZZO DEL CIBO?

24.09.26

Clima, agricoltura ed economia fanno parte dello stesso sistema.

Siamo abituati a trovare qualsiasi prodotto durante tutto l’anno, spesso a prezzi contenuti. Questa disponibilità può però creare l’illusione che il cibo sia inesauribile e che il suo valore coincida con il prezzo esposto sullo scaffale. In realtà, dietro ogni alimento c'è un lungo processo: ci sono acqua, suolo, energia, lavoro, trasporti e condizioni meteorologiche favorevoli.

L’estate 2026 in Veneto ha reso evidente questa interdipendenza. È stata la più calda mai registrata dalla rete Arpav, con una temperatura media di 23,5 °C: 2,8 °C oltre la media climatica 1991-2020. Caldo e siccità hanno ridotto le rese agricole e peggiorato, in alcuni casi, la qualità dei prodotti. Le stime regionali indicano danni superiori a 400 milioni di euro, con perdite fino al 50% per il mais, al 40% per la soia e al 20% per ortaggi e frutta.

Il problema non riguarda soltanto gli agricoltori. Meno prodotto disponibile significa costi più elevati per irrigazione, energia, selezione e conservazione. Una parte di queste spese viene trasferita lungo la filiera, fino al consumatore. Pretendere prezzi sempre bassi significa spesso non vedere i costi ambientali e sociali di produzioni intensive, filiere molto lunghe o lavoro sottopagato.

Il prezzo nascosto della disponibilità

Un esempio significativo è il Mar de Plástico di Almería, in Andalusia: una vastissima area di serre di polietilene visibile anche dallo spazio, con oltre 30.000 ettari coltivati e una produzione annua di circa 3,5 milioni di tonnellate di frutta e verdura destinata ai mercati europei. Pomodori, peperoni, cetrioli, zucchine e meloni arrivano così nei supermercati in tutte le stagioni.

Questo sistema garantisce quantità elevate e prezzi competitivi, ma il suo costo reale non sempre appare sullo scontrino. Nelle serre lavorano persone migranti che denunciano salari molto bassi, temperature estreme, condizioni difficili e precarietà abitativa. Sono stati riportati, dalle poche realtà che hanno il coraggio di denunciare la grave situazione, lavoro al di sotto del salario minimo e alloggi privi di servizi essenziali. 

“Serre solo serre”, si legge nell’articolo dalla giornalista Stéphane Mandard su Le Monde, “Una marea bianca che divora la costa, inghiotte le città e inesorabilmente rosicchia la montagna. Un mare di plastica che si estende sul Mediterraneo e lungo tutta la provincia di Almeria inondando supermercati con fragole e pomodori. Rotondi, a grappolo, ciliegini o datterini… i pomodori spagnoli colonizzano anche gli scaffali dedicati al bio delle catene di supermercati; nei punti vendita di Carrefour, Auchan, Leclerc, Lidl, Monoprix, Franprix è possibile trovare tutto l’anno confezioni di pomodorini iberici bio nelle loro confezioni rigorosamente di plastica”.

Si tratta di capire che la disponibilità continua di cibo fresco non è naturale né gratuita: dipende da un sistema produttivo complesso, intensivo e vulnerabile. Al supermercato dovremmo chiederci non soltanto perché un pomodoro costi poco, ma anche quanta acqua, energia, plastica e lavoro siano stati necessari per produrlo. 

Dovremmo domandarci chi, e che cosa, ha pagato il prezzo che noi non vediamo.

 

VORHERIGER ARTIKEL

16. 04. 26
16.04.26

AUF DEM WEG ZU EINEM AGRARÖKOLOGISCHEN NETZWERK IN PADUA

AUF DEM WEG ZU EINEM AGRARÖKOLOGISCHEN NETZWERK IN PADUA
mit Miguel Altieri, Clara Nicholls und Maurizio Agostino
Lesen

Diese Website verwendet technische Cookies, um Ihr Surferlebnis zu verbessern. Mit Ihrer Zustimmung möchten wir Cookies für Analyse- und Marketingzwecke aktivieren, um Ihr Surferlebnis zu verbessern und Ihnen Produkte und Dienstleistungen zu zeigen, die für Sie von Interesse sind. Sie können Ihre Einstellungen jederzeit auf der Cookie-Bedingungen. Auf derselben Seite finden Sie Informationen über die Person, die für die Verwaltung Ihrer Daten verantwortlich ist, die Verarbeitung personenbezogener Daten und die Zwecke dieser Verarbeitung.
Wählen Sie Ihre Cookie-Präferenzen aus.
Technische Cookies
Statistische Cookies + Marketing
Genehmigen Sie alle