News

No O.G.M. nei campi di Vivaro (Pordenone), No O.G.M. in Italia.

a cura di AltrAgricoltura Nord Est.

Il 1 Settembre 2013 a Vivaro (PN), associazioni ambientaliste hanno organizzato una manifestazione contro l’introduzione e coltivazione di MAIS OGM 810 Monsanto. La manifestazione che aveva uno scopo infomativo sull’impatto che gli OGM hanno sull’ambiente e sulla salute umana si è svolta di fronte a un campo seminato a mais OGM, di proprietà di Giorgio Fidenato, agricoltore noto da anni per i suoi ripetuti tentativi di mettere in produzione MAIS la cui coltivazione, all’epoca (2010) ed ancora oggi, è illegale almeno in Italia.

Nella sostanza la manifestazione aveva lo scopo di rendere pubblico il ruolo di una serie di agricoltori raggruppati attorno alle sigle “Movimento Libertario e Agricoltori Federati Futuragra” che giocano in Italia una funzione di provocazione e cavallo di Troia per conto della multinazionale Monsanto produttrice e detentrice del brevetto sul mais ibrido Mon 810.

E’ la seconda volta che questo personaggio tenta di forzare le normative vigenti, introducendo in Friuli semi OGM, che per i quantitativi enormi dichiarati sono evidentemente regalati dalla Monsanto, creando in campo uno stato di fatto che in Italia si può attentare alla salute dell’ambiente e nostra giocando sulla non chiarezza e i vuoti legislativi delle leggi italiane in materia.

I partecipanti alla manifestazione di Vivaro sono stati più di 200, molti hanno invaso il campo, ma estirpando solo alcune piante di mais per creare lo spazio per interrare alcune zolle portate dai propri terreni a significare la supremazia della biodiversità delle nostre terre sulle biotecnologie applicate al mais; AltrAgricoltura Nord Est ha portato e piantato una piccola quercia (vedi foto).

I vari interventi succedutesi durante la mattinata hanno spiegato come la Regione Friuli stia abbandonando la sua scelta iniziale di non permettere le coltivazione geneticamente modificate (OGM) sul suo territorio. In Giugno è stata modificata la L.R. n. 5 del 14/4/2011 che vietava le semine di specie OGM, inserendo la CLAUSOLA DI COESISTENZA TRA OGM E COLTURE TRADIZIONALI, anche se è risaputo che questo non è possibile e che serve solo a permettere coltivazioni che, come minimo dovrebbero essere sottoposte al PRINCIPIO DI PRECAUZIONE , visti tutti gli studi e ricerche che dimostrano come il DNA modificato inserito in questi semi si propaghi ad altre specie, negli animali e anche nell’uomo.

Il 10 Agosto viene approvato un D.L. della durata di 18 mesi (!!!) in cui si vieta la presenza di colture OGM in tutto il territorio italiano, ma la Regione Friuli non invia la Guardia Forestale o le altre forze preposte a bonificare i terreni OGM (estirpare le piante) di cui è a conoscenza, ma li mette solo sotto sequestro. E’ come se di fronte ad un incendio i vigili del fuoco recintassero il terreno che sta bruciando e non si mettessero a spegnerlo.

Inoltre si è ribadito che niente di tutto quello che le multinazionali proprietarie del seme OGM dicono sull’aumento della produttività, sul minor consumo di diserbanti è vero. L’unico risultato è che l’agricoltore viene assorbito nella catena monopolizzante delle multinazionali e perde la sua autonomia e la possibilità di mantenere ed aumentare la diversità delle specie.

Multinazionali come la Monsanto, Syngenta e poche altre diventerebbero proprietari del cibo e della nostra esistenza, mentre l’agricoltura italiana ha bisogno di coltivare biologico, diversificando le produzioni delle specie, salvaguardando così l’ambiente e la nostra salute e tendendo a costruire la propria sovranità alimentare.

La lotta contro gli OGM e per un’agricoltura sostenibile deve continuare affrontando con chiarezza, in questo preciso momento, la bonifica dei terreni estirpando le piante di mais nella loro interezza ed inviandole allo smaltimento.

Inoltre, pensiamo sia necessario usare i pochi mesi (18) concessi dal decreto legge del 10 agosto 2013 per ricostruire una rete di soggetti e di sensibilità che a partire dal proprio particolare si rimettano a disposizione su questo tema concretizzando quel clima e quelle mobilitazioni di massa che permettano di impedire in tempo reale e non sul filo di lana come in questa annata!! il verificarsi di altre semine e coltivazioni illegali e socialmente inaccettate.

Solo 18 mesi di moratoria quindi per sconfiggere coloro che pensano di far passare gli OGM attraverso le ipocrisie e le ambiguità della clausola di coesistenza. (vedi prossime scadenze in altri articoli).

AltrAgricoltura Nord Est – VIVARO 1/9/2013

Invia