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Situazione delle colture

In seguito all’andamento climatico della stagione facciamo un resoconto dello stato attuale delle diverse colture, nella speranza che il tempo si sistemi:

– Cipollotti: a breve i primi di serra (piccola quantità che doveva solo essere una primizia) poi il piano campo (in ritardo)

– Asparagi: i primi a breve (siamo in ritardo di 20/25 gg) da tunnellino mentre quelli fuori tunnel devono ancora spuntare

– Bieta/Coste e cicoria: solo qualcuno è riuscito a piantare, avremo poche coste/cicoria in maggio, molte in giugno-luglio

– Cappuccio cuore/tondo: se riusciamo a piantare entro 10/20 giorni riusciremo ad avere qualcosa entro metà giugno, mentre mancherà tutto maggio, con cumulo a giugno/luglio…

– Carota (anche se poco rilevante) semina in ritardo, la grossa parte delle semine viene rinviata per raccolta autunnale.

– Piselli: pochissimi quelli seminati in autunno o nei periodi scorsi, previsto comunque una riduzione perchè improbabile superare il 15 aprile per le semine.

– Fagiolino: in lieve ritardo le semine per cui la situazione non dovrebbe essere troppo grave

– Fagiolo: in lieve ritardo le primissime semine per cui la situazione non dovrebbe essere troppo grave

– Lattuga: qualche trapianto è stato fatto, per cui le prime arriveranno a inizio/metà maggio in ritardo di 2 settimane sul previsto

– Patate: moltissime non ancora seminate per cui arriveranno in ritardo le nostre prime. sui volumi totali avremo sicuramente una diminuzione.

– Porri: i primissimi saranno pronti in ritardo a luglio anzichè a giugno…

– Radicchi primaverili: in ritardo, prevista comunque una piccola produzione.

– Zucchine: in ritardo, nonostante fossero sotto serra le prime…

Conseguenze nel breve periodo: sicuramente avremo pochi conferimenti fino a metà maggio. Sicuramente ci sarà un accumulo di prodotti conferiti da giugno in poi (periodo nel quale i volumi delle vendite hanno un notevole calo di volume). Ci aspettiamo quindi di dover pazientare nel consegnare i prodotti. E molto probabilmente saremo costretti a lasciare in campo parte delle nostre produzioni a causa della concentrazione delle consegne da parte dei soci della cooperativa, cosa che è difficilmente risolvibile dato che anche il settore agricolo convenzionale ha sicuramente gli stessi problemi del bio.

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