News

MANGO

Progetto: FILIERE SOSTENIBILI DAL PERU’

IL MANGO
a cura di Nicola Manno

mango

pianta di mango

Premessa
Il mango, Mangifera indica, è originario dell’Asia ed e’ oggi coltivato in tutti i tropici, e anche in climi Temperate miti, come quello Mediterraneo (Sicilia e Calabria).
Si tratta di un frutto delizioso, aromatico, dolce, succoso e ricco di nutrienti e antiossidanti. Pesa circa tra i 200 e 700 grammi per unità, a seconda della varietà e si presta a numerose trasformazioni industriali (succo, polpa congelata, confettura, caramellato e disidratato) ed a molte preparazioni domestiche: fresco a fette, estratto, frullato e come base per gelati artigianali.
Il mango e’ da sempre una produzione fondamentale per molte culture e civilta’ dell’Asia monsonica, dall’India al SudEst Asiatico (VI a.C.), successivamente introdotta in Africa tropicale e infine in Sudamerica (XVI d.C.), dove oggi e’ coltivatissima in numerose regioni.

Vandana Shiva afferma che il Mango e le sue numerose varieta’, costituiscono una risorsa chiave per la sicurezza alimentare della popolazione rurale Indiana (grazie alle proprieta’ nutrizionali dei suoi frutti che maturano durante la stagione secca e improduttiva), e anche una permacultura fondamentale per la conservazione del suolo e la mitigazione del cambio climatico.

E’ stato infatti calcolato che le emissioni di carbonio della filiera del Mango sono negative consierato che un albero di mango sequestra una quantita’ di anidride carbonica due volte superiore a quella emessa durante la coltivazione e la lavorazione del mango prodotto dall’albero stesso.

IMPATTO SOCIO-AMBIENTALE NEL NORD DEL PERU’
In Peru’, nel corso degli ultimi 20 anni la produzione di mango e’ cresciuta in modo esponenziale sostenuta da programmi governativi che rilanciano le produzioni agroindustriali per l’esportazione. Da recenti Casi Studio svolti in Peru’ emerge che la base della filiera incentrati sulla filiera del Mango soffre gravi condizioni di sfruttamento: le grandi aziende che controllano la maggior parte delle coltivazioni estensive di mango impegnano squadre di braccianti stagionali per la raccolta, quest’ultimi lavorano 12-14 al giorno per 4-5 mesi all’anno, non godono di diritti sindacali, vivono accampati nelle piantagioni senza servizi, con salari da fame.
Imprese multinazionali, principalmente Nordamericane ed Europee, sono sempre più spesso accusate e condannate per violazioni dei diritti ambientali e umani direttamente causati o che si verificano all’interno delle loro catene di approvvigionamento.
Si aggiungono problematiche ambientali legate all’industria del Mango, ovvero:
– l’erosione della biodiversita’, con il disboscamento della foresta pluviale, di boschi relitti e di zone umide di interesse naturalistico, l’erosione di superfici occupate da colture locali permanenti o da vegetazione spontanea;
– il controllo chimico dei parassiti (principalmente mosca della frutta e cocciniglia) per cui in fase di maturazione vengono irrorati pesticidi su larga scala nelle coltivazioni convenzionali, con frequenti derive sulle produzioni Biologiche;
– l’elevato consumo idrico, 2-3 volte superiore (1000 l/kg di frutta) rispetto ad altre colture economicamente competitive (es.: banane 700 l/kg; pomodori: 200 l/kg; uva: 100 l/kg).
L’accesso alla risorsa acqua per uso agricolo diviene infatti una questione chiave in zone semiaride della Costa Peruviana: sia per sostenere l’orticoltura di sussistenza in zone rurali marginali, sia per l’irrigazione da parte dei piccoli produttori di Mango.
Nell’ultimo decennio sono fiorite Cooperative e Associazioni di piccoli produttori in estese province della costa semiarida e delle Ande Peruviane che si dedicano allo produzione Biologica di Mango per l’esportazione, la conservazione di sistemi agroforestali misti, assiame a banane, lime, passionfruit e ortaggi per l’autoconsumo e la partecipazione alla gestione delle acque destinate all’uso agricolo e l’equa ridistribuzione di questa risorsa divengono obiettivi fondamentali e pilastri fondanti per molte cooperative agricole.

MANGO BIO FAIRTRADE DAL PERU
Il Mango Peruviano BIO che noi prevalentemente commercializiamo viene importato da un partner Olandese certificato FAIRTRADE, e prodotto da due grandi cooperative della regione Piura, nel nord del paese, che riuniscono piu’ di 300 piccoli produttori, molti dei quali sono certificati FAIRTRADE.
Le varietà che coltivano sono Haden, Edward e soprattutto Kent, che costituisce il volume maggiore.
La raccolta in Peru va da Novembre a Marzo, e segue quella nostrana (Sicilia e Spagna) ed e’ seguita dalla produzione del Burkina Faso (Marzo – Maggio) e infine del Senegal (Maggio – Luglio).
Il trasporto del Mango avviene via nave e non via aerea.

statua

statua dedicata ai produttori di mango nella provincia di Piura, Perù.

PROPRIETA’ ORGANOLETTICHE E NUTRIZIONALI

Il Mango è ricco di vitamine, minerali, antiossidanti e fibre, e fornisce circa 65 kcal / 100 g. Pertanto il contenuto calorico è moderato, mentre è rilevante la concentrazione di vitamina A, C ed E, con elevata attività antiossidante, e di acido folico, una vitamina fondamentale per le donne in gravidanza. È ricco di potassio, minerale necessario per mantenere in forma il sistema cardiovascolare, e di selenio, minerale con potere antiossidante.
La varietà determina la concentrazioni di nutrienti e aromi, la composizione della polpa e il colore della buccia, che va dal giallo al rosso brillante. La polpa è generalmente carnosa e succosa, con una concentrazione di fibre e zuccheri molto variabile, è generalmente arancione o gialla. Il Mango contiene acido malico e acido tartarico in piccole quantità (< 1 %), nonché quercetina e flavonoidi, con proprietà antiossidanti: il sapore dipende dall’equilibrio esistente tra acidi organici e zuccheri, che anche nelle ultime fasi della maturazione produce un ventaglio di condizioni organolettiche mlto differenti.

Storia e diffusione del MANGO (Wikipedia)

La parola “mango” deriva dalla parola Tamil maangai e poi attraverso il Malayalam fino al portoghese manga. La prima attestazione della parola in una lingua europea si trova nel 1510 in un testo di Ludovico de Varthema in italiano come Manga.
È di origine indiana e fin da tempi remoti ha avuto una rilevante importanza: appare in molte leggende indiane e tutt’oggi viene considerato sacro agli Indù, e usato come ornamento per i loro templi.

Fu introdotto nel IV secolo a.C. nell’est asiatico e, a partire dal X secolo d.C., diffuso nell’Africa orientale. Il viaggiatore marocchino del quattordicesimo secolo Ibn Battuta lo riporta come presente a Mogadiscio. Nel Seicento i portoghesi lo esportarono in America del Sud. Oggi viene coltivato in quasi tutti i paesi tropicali e nei paesi subtropicali, nelle zone non soggette a gelo, come ad esempio in Spagna (Andalusia, principalmente nella provincia di Malaga).
Esistono delle coltivazioni di Mango anche in Italia, a Caronia, a Fiumefreddo di Sicilia, a Balestrate – Provincia di Palermo, ad Alcamo, nella valle del Niceto ed in Calabria. La diffusione globale delle coltivazioni nell’area intertropicale fa sì che il frutto sia presente tutto l’anno sui mercati. La produzione siciliana, per quanto limitata nel tempo a causa della stagionalità della fruttificazione del mango in Italia, è risultata di qualità eccellente, ottenendo un grande successo anche sui mercati nel Nord Europa.

Invia