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L’inverno e la siepe

Dopo una lunga estate calda, dopo un autunno incerto e scarsamente piovoso, a parte rare eccezioni, un mite inverno non aiuta i nostri lavori.
Le piante indebolite per aver ricevuto troppo sole, è vero, non trovando un rigido inverno, riescono a mantenersi vive e dare una parte del frutto atteso.
Ma questo certo non ci consola.
L’assenza di gelo permette a molti parassiti di sopravvivere in questo clima e pagheremo salato il conto in primavera ed estate.
L’abbassamento di temperatura ed il gelo perdurante provocano infatti fenomeni di “blanda sterilizzazione” dei nostri campi, consentendoci di piantare o seminare in terreni che, man mano che la temperatura sale, si ripopolano di microorganismi buoni e cattivi (per noi e le nostre colture) in equilibrio tra di loro.
Assisteremo ad un lento e difficile risveglio primaverile.
Ma questo, come sempre, non ci spaventa.
Molti piselli stanno sopportando queste temperature ed appena le ora di luce si allungheranno, troveranno la forza per alzare le foglioline e crescere. Ci stiamo già portando avanti con le patate, stiamo sistemando le protezioni per le prime lattughe.
Si lavora molto sulle siepi e sulle rive dei fossati. Sta lì molta della nostra ricchezza. È lì che la natura dà ricovero a molti organismi che ci aiuteranno a tenere a bada i parassiti.
È per questo che fanno parte integrante delle nostre aziende.
È per questo che non ci chiediamo quanto ci pagano per tenerle in buono stato.
Sappiamo quanto importanti sono per noi. Forse sono molto importanti anche per molte altre persone. Anzi, ci hanno detto che sono proprio importanti!
Conservano la fauna migratoria e quella stanziale, riducono il flusso delle acque piovane in momenti di emergenza, evitano ripetuti lavori di ripristino argini da parte dei consorzi di bonifica, abbelliscono la nostra terra per i turisti.
Insomma, sembra proprio che siano più utili per gli altri che per noi. È per questo che non ci chiediamo quanto ci pagano per tenerle in buono stato. Oramai ci siamo abituati.

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