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Riflessioni e materiali dopo la giornata con Vandana Shiva

Vandana Shiva è entrata immediatamente in ascolto e in sintonia con la riflessione culturale e lo spirito di cittadinanza attiva proposti da El Tamiso nella giornata del 12 ottobre. In mattinata, al Teatro Goldoni di Bagnoli, ha preso la parola dopo gli interventi che testimoniavano la volontà di promuovere un diverso rapporto col territorio a partire dall’agricoltura espresso sia da cooperative come El Tamiso e La Terra e il Cielo, sia da iniziative di cittadini come i Beati Costruttori di Pace e “Malles, Comune libero da pesticidi”, sia da parte di amministratori locali. Come testimonia anche l’intervista video registrata nel primo pomeriggio, Vandana Shiva ha saputo contestualizzare La Carta di Bagnoli (e le precedenti Carte di Arcevia) all’interno degli ultimi tre decenni in cui la società civile si è mobilitata a livello locale e globale per contrastare le logiche di sfruttamento della terra e delle persone messe in atto dalle multinazionali dell’agricoltura e del cibo. Con grande chiarezza (vedi clip 1) ha raccontato le sue motivazioni e gli aspetti della sua formazione personale (vedi clip 4) che l’hanno portata a promuovere la biodiversità ed il rispetto di culture e colture locali, sia attraverso lo studio e la testimonianza personale, sia promuovendo realtà scientifiche e produttive, sia appoggiando movimenti dal basso. Nel pomeriggio, intervenendo a Padova (Fornace Carotta) sia in apertura, sia in chiusura, ha messo l’accento sull’importanza della collaborazione fra produttori e consumatori nel costruire un’economia basata su rapporti sostenibili con la terra e fra le persone, a partire dalla condivisione della costruzione del prezzo dei prodotti e de-costruendo i condizionamenti coloniali e maschilisti (vedi clip 3) che condizionano l’approccio alle “risorse” (vedi clip 2). Accanto alla passione umana, Vandana Shiva offre in questi clip, come ha offerto nei suoi interventi il 12 ottobre a Bagnoli e Padova, una lucida analisi dell’ideologia meccanicista e “sviluppista” della seconda metà del ‘900 e lancia un forte appello sia a salvaguardare e far interagire la diversità biologica e culturale, sia ad unire gli sforzi di società civile ed enti locali in occasione di eventi che offrono una significativa narrazione del mondo e delle sfide future come l’Expo 2015 e l’Anno Internazionale dei Suoli (2015): un’invito a tessere dal basso la nostra capacità di futuro.

 

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