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Sito Mato: la passata è “apprezzata”!

Lo scorso 13 settembre si è svolta, nella “gustosa” cornice dell’”Osteria di fuori porta” a Padova, la presentazione del progetto Apprezziamolo SITO MATO (per maggiori dettagli ed informazioni potete visitare il sito internet: www.apprezziamolo.it) svolto in collaborazione tra l’associazione Biorekk, la cooperativa “El Tamiso”, Aiab Veneto ed Icea.

Questo lavoro, che negli anni scorsi ha coinvolto altri prodotti e produttori (l’azienda Mellarius per il miele e La Terra e il Cielo per la pasta) ha permesso di indagare i costi reali per la produzione di un vasetto di passata di pomodoro (unico ingrediente il pomodoro, senza alcun condimento) a partire da tutto ciò che è avvenuto dal momento del trapianto della piantina di pomodoro (il progetto ha coinvolto nello specifico l’azienda biologica omeodinamica del socio Severino Bozzolan come “rappresentante” dei soci della Cooperativa), lungo tutte le fasi della produzione e fino alla raccolta finale fatta a mano.

Lo scopo del progetto è fare luce sulla differenza di prezzo tra un prodotto presente sugli scaffali della grande distribuzione ed un prodotto che ripaga realmente tutti i costi agricoli.

Tutti sappiamo infatti che in questo particolare momento il settore primario è quello che più di tutti sconta la “fame di utili” delle strutture che, nella filiera della commercializzazione attuale, vengono dopo (distributori in primo luogo e trasformatori) per cui, per ottenere un “buon prezzo da scaffale”, si schiaccia il prezzo della materia prima agricola fino a ridurlo a pochissimi centesimi, con buona pace del principio per cui si dovrebbero ripagare tutti i fattori di produzione.

Pochi, invece, conoscono i costi reali di una produzione agricola, soprattutto quando tengono conto di tutti i costi di un’economia trasparente e pienamente conforme alle vigenti norme contributive.

Nel progetto è emerso che il costo agricolo del prodotto (pomodoro maturo da avviare alla trasformazione) supera il valore di 1€ per produrre un vasetto da 550g circa, valore che ripagherebbe adeguatamente tutti i costi del produttore, ma che tutti sappiamo quanto distante sia dal valore attuale di mercato.

Quante volte troviamo le passate ad un prezzo addirittura inferiore ad 1 €?

Sicuramente ha inciso il costo della manodopera per la raccolta manuale del prodotto (circa il 45%) la quale, se da un lato ha garantito un prodotto “eccezionale”, dall’altra potrebbe essere sostituita dalla raccolta a macchina, che però ha comunque costi che non fanno scendere il valore della materia prima sotto i 60 centesimi. Ed allora si ripropone la domanda: quante volte troviamo le passate ad un prezzo simile od inferiore a 0,60 €? Quanto sarà ripagato il produttore agricolo visto che il costo della trasformazione (da artigianale ad industriale) varia tra 1 e 0,50€ a pezzo?

Questo progetto, fortemente voluto da Biorekk e sostenuto dalle organizzazioni che via via hanno collaborato (El Tamiso, Aiab, Icea), è stato sicuramente utile per portare alla luce questi dati reali e per fare in modo che sempre di più si prenda consapevolezza rispetto ai meccanismi che governano i rapporti tra produttori e distributori e come, ogni cittadino, può intervenire per forzare il passaggio a comportamenti più virtuosi.

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