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Obiettivi

Se l’obiettivo delle multinazionali è quello di imporre un sistema produttivo basato sull’acquisto delle sementi assieme a fitofarmaci e concimi da loro prodotti, cancellando dal mercato l’enorme varietà di specie coltivate fin dall’antichità, il nostro obiettivo è quello di riuscire a incrementare il numero di varietà antiche e a sostituire la nostra produzione di frumento moderno con le vecchie varietà (che hanno un rapporto tra risorse utilizzate e il valore nutrizionale del prodotto finito eccellente).

Il progetto

Da anni le nostre farine, prodotto esclusivamente utilizzando frumenti dei nostri soci, erano un miscuglio di diverse varietà: vecchie e nuove. Da sempre,però, una parte della superficie a cereali dei nostri soci è dedicata alla conservazione delle varietà tradizionali con l’obiettivo di dare un miglioramento del gusto e delle caratteristiche nutrizionali.

Dopo alcuni anni di duro lavoro di selezione siamo finalmente riusciti a mettere in produzione e ottenere le quantità per commercializzare le vecchi varietà in purezza, cioè farina ottenuta al 100% da varietà cosiddette “vecchie” o “antiche”.

Quali sono i nostri grani antichi?

Per grani antichi intendiamo le varietà di frumento “originarie” che non hanno subito modificazioni genetiche indotte artificialmente:

  • farro monococco: antenato di tutti i frumenti, sembra essere la prima specie di frumento coltivato (VIII-VII millennio a.C.)
  • farro dicocco: progenitore del grano duro, era ed è la specie più diffusa di farro coltivato nel bacino del Mediterraneo. Usato nella produzione di pasta.
  • farro spelta: si è diffuso principalmente nel nord Europa grazie alla sua resistenza al freddo ed è adatto alla panificazione
  • Gentil rosso: è un grano tenero originario della metà del 1800 e tra gli anni ’20 e ’30 era la varietà più coltivata in Italia. La spiga a maturazione tende al rossiccio
  • Rieti Originario: era coltivato nel XIX secolo in Sabina da dove si estese anche in Toscana ed Emilia
  • Andriolo: di origini toscane, veniva coltivato in zone montuose per la sua rusticità e resistenza alle malattie
  • Inallettabile: nei primi anni del secolo scorso ha avuto una certa diffusione nelle zone più fertili e nei terreni freddi della pianura Padana
  • Piave: diffuso prevalentemente nel Veneto, è stato molto coltivato fino ai primi del ‘900 ma presto soppiantato dalle nuove selezioni più produttive

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