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Datteri palestinesi: sosteniamo il consumo etico!

Chi pianta datteri non mangia datteri”  è un antico detto arabo, basato sul fatto che le palme crescono lentamente e bisogna attendere molti anni prima di raccogliere quantità significative di datteri.

Il senso più profondo di questo detto è che piantare palme da dattero non è una scelta di profitto immediato, ma un grande atto di responsabilità verso il territorio-ambiente e verso le future generazioni, soprattutto in territori aridi e infertili. Sotto le palme da dattero si crea infatti un ambiente umido, protetto dall’irraggiamento solare e dal vento, quindi dall’iper-evaporazione, in cui vengono coltivati ortaggi e spesso  alberi da frutto, soprattutto agrumi, dando vita ad un sistema agricolo-forestale a tre livelli, palme-agrumi-ortaggi, ricchissimo di biodiversità selvatica e anche animale, in aree solitamente dominate dal deserto.

 

Ancora un po’ di attesa per i datteri Medjool BIO EQUOSOLIDALI dalla Palestina !!!

Le varietà di datteri maggiormente consumate in Europa sono: la Deglet Nour, di piccole dimensioni, di color giallo opaco e un po’ fibrosa, coltivata principalmente in Algeria e Tunisia, e la varietà Medjool, caratterizzata da frutti molto grandi, morbidi e altamente zuccherini, dalla buccia scura con striature brillanti, per questo estremamente apprezzata e di elevato valore commerciale.

Questa varietà, considerata originaria dell’attuale Marocco, viene coltivata sin dall’antichità in molti paesi dal Nord Africa al Medio Oriente e dagli anni ’20 con successo anche in California, da dove fu inviata negli anni ’70 in Israele. In Palestina i datteri Medjool sono stati introdotti nel corso degli anni ’80 nella Valle del Giordano, tuttavia il loro commercio è quasi monopolizzato da Stati Uniti e Israele da molti anni.

L’economia della Palestina è sottoposta al controllo di Israele che ne ha occupato illegalmente le aree più fertili e infatti i maggiori esportatori israeliani producono fino al 70% nelle colonie occupate nella Valle del Giordano (https://bdsitalia.org/index.php/campagne-footer/stop-agrexco/49-la-carmel-le-colonie-e-la-valle-del-giordano ).

Il controllo delle risorse agricole riguarda principalmente le palme da dattero Medjool che vengono coltivate in territori espropriati alla Palestina, da lavoratori palestinesi, spesso minorenni e comunque senza tutele e garanzie.

Per prendere posizione nei confronti di questa drammatica situazione socio-economica ed umanitaria, El Tamiso ha deciso di non acquistare i datteri Medjool di marchio israeliano e di boicottarli, come già avviene per tutte le produzioni israeliane, sin dalla costituzione della Cooperativa nel 1984.

Dal 2000 la nostra Cooperativa supporta progetti di cooperazione con organizzazioni di agricoltori palestinesi tramite diversi attori della cooperazione, in particolare con l’Ong ACS, Associazione Cooperazione e Solidarietà.

ACS è presente in Palestina dal 2000 ed in particolare ha operato in sinergia con il PARC (Comitato Palestinese di Supporto all’Agricoltura  –  www.pal-arc.org ) per la costituzione di produzioni biologiche, o a basso impatto, di ortaggi per l’autoconsumo e di datteri per l’esportazione. Ha  inoltre partecipato alla costituzione di COAP ( Company of Organic Agriculture in Palestine  –  www.coap.org.ps ), l’unico organismo di certificazione biologica palestinese.

Con grande soddisfazione comunichiamo che questi progetti hanno portato alla certificazione biologica dei datteri Medjool del PARC e che, dal raccolto del prossimo anno nel novembre 2019,  saranno finalmente importati in Europa ed in Italia i datteri Medjool palestinesi e sarà quindi possibile offrire un’alternativa EQUOSOLIDALE e BIOLOGICA a tutti coloro che vogliono sostenere, anche attraverso il consumo etico, la causa palestinese e più in generale i processi di bio-agricoltura sociale!

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