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Avocado peruviano: la filiera è giusta!

Nella continua ricerca di conferme della sostenibilità delle “filiere” agroalimentari che portano prodotti esotici fin da noi, abbiamo avuto l’opportunità di visitare due piccoli produttori nella provincia di Trujillo, in Perù, che, grazie al tramite di Fairtrasa, conferiscono Avocado biologico alla nostra cooperativa.

Fairtrasa, impresa sociale a supporto delle piccole realtà locali, è un importante interlocutore per l’importazione non essendo noi in grado, per i volumi di merce, di dialogare direttamente con i produttori locali sostenuti appunto da Fairtrasa Perù, impresa fondata da agronomi peruviani.

Anche grazie a questa visita, possiamo testimoniarne l’effettiva bontà ed efficacia a garanzia di produzioni biologiche remunerate equamente.

Dall’intervista a piccoli produttori biologici che si dedicano principalmente alla coltivazione della PALTA, cioè l’avocado, è emerso che, nella provincia di Trujillo https://maps.google.com/?q=-8.507936,-78.660360, le coltivazioni soffrono da diverse settimane a causa della persistente siccità,  i piccoli produttori dichiarano di non poter beneficiare dei progetti di irrigazione che servono prioritariamente le grandi imprese che coltivano asparagi e mirtilli convenzionali per l’esportazione !! Questo è uno degli aspetti per cui nasce l’esigenza delle associazioni dei piccoli produttori di avocado BIO di organizzarsi e di collaborare con gli agronomi di Fairtrasa, che realizzano progetti di “riego (irrigazione) alternativo” e di costruzione di pozzi. I produttori visitati ringraziano i consumatori etici che da lontano sostengono le produzioni autoctone e garantiscono un prezzo giusto!

Nonostante la ricchezza etnica ed agroecologica del Perù, il boom della produzione agroindustriale e delle esportazioni non risolve le disuguaglianze e la fame (Istituto Nazionale di Statistica, INEI), nel 2017, la malnutrizione cronica ha colpito il 12,9% dei bambini sotto i cinque anni, maggiormente nell’area rurale (malnutrizione 25% e anemia sopra il 50%) rispetto all’area urbana (8%), e il tasso più alto è tra i bambini con madri senza istruzione o istruzione primaria (27,6%) e in bambini sotto i tre anni (13,6%) (http://m.inei.gob.pe).
Infatti le associazioni degli agricoltori ecologici (ANPE) denunciano che le l’agricoltura tecnificata e l’esportazione non producono l’inclusione lavorativa nelle aree rurali ne garantiscono l’accesso a un cibo sano per i consumatori peruviani, anzi producono conflitti ambientali ed erosione dell’agrobiodiversità. Grazie all’impegno delle molte organizzazioni nazionali e regionali l’impatto sociale dell’agricoltura ecologica sta comunque aumentando esponenzialmente: raggiunge moltissimi piccoli agricoltori (32.600 soci produttori che aderiscono al Sistema di Garanzia Partecipativa) e cresce il mercato nazionale (più di 800 punti vendita di prodotti ecologici) http://agraria.pe/noticias/anpe-peru-ha-logrado-poner-en-la-agenda-nacional-la-importan-16737 .

 

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